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venerdì 27 gennaio 2012

[lettura consigliata] "Resurrezione" di Lev N. Tolstòj


Trama: il principe Nechljudov rivede Katjuša, che da giovane era stata una cameriera presso le zie di N. e che l’uomo sedotte, durante un processo in cui N. è uno dei giurati e Katjuša uno degli imputati in un caso di omicidio. Katjuša è innocente, ma il suo ruolo di prostituta e un vizio di forma fa sì che venga condannata ai lavori forzati in Siberia. Nechljudov, per aiutare Katjuša e per scacciare il suo senso di colpa verso la ragazza, viene a contatto con gli ambienti più disparati: dagli uffici della giustizia in cui regna l’immoralità alle carceri in cui vivono carcerati e deportati in condizioni disumane. La resurrezione di Nechljudov sarà religiosa e rivolta ad aiutare proprio i deportati, gli umiliati, gli offesi, che sono immagini di Cristo. In questo senso si capiscono, e sono legittime, le pagine conclusive del libro, un commento di Nechljudov al capitolo XVIII del Vangelo secondo Matteo.
L’autore: il 28 agosto 1828 nasceva nel governatorato di Tùla il conte Lev N. Tolstòj.
Nell’arco di tempo che va dal 1851 al 1874 Tolstòj si occupò esclusivamente alle sue opere letterarie di cui il suo famoso romanzo “Guerra e pace” ma anche “Quattro epoche di sviluppo”, “Felicità domestica” e “Anna Karenina” e molte altre riguardanti la sua esperienza nella guerra del Caucaso. Risalgono forse al 1876 le prime serie crisi di Tolstòj nei confronti della Chiesa ortodossa e nel 1881 si dedicò alla traduzione e al commento del Vangelo. Negli anni ’90 Tolstòj scrisse “Resurrezione” e la stesura di questo romanzo fu particolarmente laboriosa: durò circa dieci anni. Le opere più interessanti, oltre a “Resurrezione”, sono: “Padre Sergèj”, “Chadži-Muràt” e il dramma “Il cadavere vivente”. Negli ultimi anni della sua vita Tolstòj si allontanò da tutti coloro che conosceva e si sistemò in un villaggio di contadini dove il 7 Novembre 1910 morì dopo una breve malattia.
Ambientazione: la storia si svolge, alternata alla descrizione degli uffici amministrativi, all’interno delle diverse carceri in cui viene rinchiusa la protagonista.
Personaggi più importanti:
-       Dmitrij Ivànovič Nechljudov: è il protagonista del romanzo. È un principe e, come tutti i nobili, vive nel più completo ozio ma, una volta ritrovato il suo antico amore, decide di cambiare vita e di espiare la propria colpa verso la ragazza aiutandola nella sua vita all’interno del carcere. Qui N. incontra persone  ipocrite come i funzionari ma anche persone buone condannate ingiustamente che N. cercherà di aiutare nel miglior modo possibile.
-       Katjuša Màslova: è la donna che il principe cerca di aiutare perché condannata ingiustamente. Katjuša ha avuto, nel corso della sua vita, alcuni cambiamenti morali molto significativi: da giovane era una ragazzina onesta e timida ma, una volta sedotta da Nechljudov, diviene una prostituta sfacciata e senza pudore. L’aiuto di N. la farà però riflettere sulla sua vita passata desiderando tornare come era da giovane, grazie anche all’aiuto affettuoso di Mar’ja Pàvlovna, una sua compagna di sventura.
-       Mar’ja Pàvlovna: è una donna gentile e premurosa con tutti. Diviene amica di Katjuša durante il tragitto verso la Siberia. Anch’ella è condannata ma, diversamente da Katjuša, come prigioniera politica. Il suo ruolo è importante nel ripensamento di Katjuša infatti, grazie al suo aiuto, K. rinnegherà il proprio passato di prostituta per aiutare gli altri prigionieri.
Linguaggio: l’autore utilizza un linguaggio ricercato soprattutto nei termini utilizzati per descrivere i personaggi e i luoghi dove si svolge la storia. Inoltre, all’interno del romanzo, ci sono, oltre a una grande quantità di nomi russi di difficile pronuncia, delle frasi scritte in francese. Probabilmente l’autore voleva mettere in risalto la ricercatezza e la finezza della lingua parlata in uso all’aristocrazia russa di quel periodo.
Messaggio: l’uomo, attraverso l’aiuto che dona agli altri, è in grado di accettare il proprio passato e di affrontare con serenità il proprio futuro.
Giudizio: questo romanzo è molto interessante perché descrive in tutta la sua complessità il lussuoso mondo aristocratico russo contrapposto alla miseria dei poveri e dei carcerati non sempre condannati giustamente. Questo parallelo si può riscontrare anche nella psicologia dei due protagonisti: infatti il titolo “Resurrezione” non riguarda solo il cambiamento spirituale di Nechljudov ma anche il ripensamento graduale di Katjuša verso la propria vita passata.
La vicenda del processo e del tragitto verso la Siberia vengono inoltre narrati con maestria facendone risaltare tutti i lati negativi: dalla poca serietà con cui i giudici discutono il caso all’indifferenza dei carcerieri per i bisogni dei detenuti. L’autore ha quindi cercato di illustrare in modo più che esaustivo l’atmosfera di oppressione verso coloro che non erano inseriti nella categoria “cittadini modello” descrivendo, attraverso i dialoghi tra il protagonista e i funzionari della giustizia, i pensieri e le critiche della classe privilegiata verso il mondo contadino e suburbano. Tuttavia, all’interno della storia, ci sono alcune parti che risultano monotone perché ripetitive e prive di qualche effetto sorpresa come l’andirivieni del protagonista dagli uffici giudiziari alle carceri. L’andatura della narrazione è inoltre lineare, il lettore può capire in anticipo ciò che farà il protagonista: infatti non ci sono colpi di scena perché tutte le azioni sono studiate proprio per spiegare e motivare le critiche del protagonista-autore verso la società di quel tempo.
Comunque il romanzo è interessante per capire come l’autore prenda lo spunto dalla netta divisione culturale tra i ricchi e i poveri per criticare aspramente, attraverso questo romanzo, il modo di pensare dei nobili ponendosi a difesa dei poveri e dei carcerati.
A chi lo consiglio: a tutti coloro che amano questo genere di romanzi in cui la storia narrata, ambientata nella Russia dell’Ottocento, assume il ruolo di intermediario tra il lettore e il punto di vista critico dell’autore.

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