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mercoledì 15 luglio 2015

Clarissa - Quinta parte


Le notizie di una crisi diplomatica tra la Francia di Napoleone III e la Prussia di Otto von Bismarck animavano, in quei giorni estivi, tutti i salotti londinesi. La politica non era argomento di discussione tra i frequentatori del castello della contessa di Cruny tuttavia la donna, conoscendo la simpatia che suo nipote provava per i francesi, cominciò ad agitarsi. Non volendo sembrare troppo apprensiva verso Arthur decise, un giorno afoso di Luglio, di invitare per il suo consueto the delle cinque, il signor Sewer. Il giovane, infatti, era divenuto amico del nipote e la donna sperava di riuscire, tramite Sewer, a dissuadere Arthur dalle sue idee patriottiche. Non aveva però preso in considerazione il fatto che Sewer, geloso di Arthur a causa di Clarissa, lo vedeva in tutt’altra ottica. 

La gita di Amesbury, di qualche settimana addietro, era divenuta infatti un pretesto, per Sewer, per osservare il suo rivale alle prese con le entusiaste sorelle Stevenson. Le due giovani, senza accorgersi del loro comportamento fin troppo esuberante, non lasciavano mai solo Arthur e lo tempestavano di domande sui cerchi di pietra che erano la meta di quella gita. Gli amici francesi le stuzzicavano ridacchiando e Arthur, controvoglia, divenne il cicerone del gruppo. Sewer, invece, rimase in disparte a osservare quelle buffe scene sorridendo tra sé a tutte le sciocchezze che il rivale esponeva al gruppo come se avesse studiato un’intera enciclopedia storica. Arthur in realtà avrebbe voluto cancellare quella gita perché l’aveva proposta solo per farsi perdonare da Clarissa quel giorno alla sua festa, tuttavia, lei aveva rifiutato l’invito andandosene frettolosamente senza lasciare il tempo al giovane di formulare un’alternativa. Se Sewer non fosse stato presente nel momento in cui la invitava, la gita sarebbe rimasta solo un’idea astratta ma le cose erano andate diversamente e così, con rammarico, era stato costretto a invitare il resto del gruppo. Il giovane Bresbee sapeva di essere al centro dell’attenzione quel giorno e invidiava notevolmente Sewer che camminava immerso nei propri pensieri tra le stele di pietra. D’un tratto Arthur provò, nel vederlo, un forte senso di rabbia infatti non voleva essere lì a chiacchierare di pietre di cui non sapeva alcunché con le voci allegre e leggermente stridule delle due miss Stevenson che lo esasperavano. Per non parlare dei suoi amici francesi che lo guardavano ridacchiando tra loro. Fortunatamente il suo amico Jan Jack Loussier, il francese che alla festa di Bresbee aveva fatto delle avance a Clarissa, si intromise in quella scenetta patetica esclamando di essere stanco e di aver visto fin troppe pietre quel giorno. Le due miss ammutolirono e tutti lo guardarono fissandolo con stupore, solo Arthur gli sorrise di gratitudine. La gita si concluse lì e Sewer fu sorpreso nel constatare, nel viso del rivale, la stanchezza di quelle poche ore. Da quel giorno i due giovani cominciarono, all’inizio per caso, a trovarsi per chiacchierare del più e del meno. Entrambi si accorsero di avere aspetti caratteriali simili anche se le loro passioni e idee erano decisamente contrapposti. Senza rendersene conto Sewer cominciò ad aprirsi con Arthur divagando sulla sua vita e sui suoi passatempi mentre Bresbee, tralasciando la sua passione per la poesia e le sue idee romantiche riguardo alla guerra, rimase ad ascoltarlo evadendo le domande che il suo nuovo amico gli faceva riguardo al suo passato. Pian piano i due cominciarono, in quelle settimane estive, a vedersi con regolarità e a far pratica con il tiro al piattello. Sewer era abile nel colpirli mentre Arthur era assai scarso tuttavia, con l’esercizio, eguagliò l’amico e così divenne pratica comune, tra i due, sfidarsi in quell’attività. 

La mancanza di Clarissa, che durava da settimane, cominciò a farsi sentire nel cuore di Sewer che ne parlò con franchezza all’amico che lo ascoltò silenzioso. Bresbee comprese il sincero affetto che l’amico provava per Clarissa e lo comparò al suo e si avvide che per lui la giovane era solo un vago ricordo. Mentre in Irlanda Clarissa soffriva di noia e di malinconia, i due trascorsero così quelle settimane con relativa calma, fino a quel giorno in cui Sewer si vide recapitare dal suo maggiordomo l’invito da parte della contessa di Cruny.
Chiedendosi in cuor suo il motivo di quella missiva, Sewer si recò senza indugio al castello. Totalmente all’oscuro delle preoccupazioni della donna, entrò nel salotto dove la contessa lo aspettava vestita con uno sfarzoso abito pieno di fronzoli. Agli occhi del giovane la donna sembrava un’enorme pasticcino decorato ma Sewer riuscì a trattenere il suo riso perché lo sguardo della contessa lo bloccò all’istante. Invitato a sedersi con un cenno deciso della mano paffuta di lei, il giovane nobile ascoltò con curiosità le parole della donna che uscirono, in un sibilo rauco, come un vortice: 
«Signor Sewer voi siete amico di mio nipote e conoscete le sue fantasticherie riguardo la guerra e al suo inusuale senso patriottico verso questa Francia… voi sapete che la situazione è tragica vero? »
«Sì contessa…» rispose il giovane guardandola inquieto. 
«Immagino che avrete sentito parlare del "dispaccio di Ems" » e così dicendo gli porse un giornale londinese, di qualche giorno addietro, in cui era scritto a caratteri cubitali, al centro della pagina "Napoleone III dichiara guerra alla Prussia". Sewer lesse frettolosamente l’articolo in cui si dava ampio spazio al dispaccio avvenuto tra l’ambasciatore francese e il re Guglielmo I riguardo al rifiuto di quest’ultimo a candidare un proprio parente al trono di Spagna. Napoleone III aveva osteggiato fin dal principio la candidatura di un tedesco al trono spagnolo e, il giornalista londinese descrisse il ruolo di Bismarck come "decisivo" in quanto mediatore tra i due stati. Il rifiuto contenuto nel dispaccio di Ems fu analizzato nell’articolo e bollato come offensivo nei riguardi dell’ambasciatore e quindi di Napoleone III e dell’intera Francia. Il giornalista concluse che era prevedibile la conseguenza a tale gesto ovvero l’entrata in guerra della Francia contro la Prussia e gli stati tedeschi suoi alleati. Finito di leggere Sewer guardò la contessa che, in quel momento, aveva cambiato repentinamente espressione. Il giovane, che non sapeva che cosa dire, si limitò a osservare la donna che, a stento, riusciva a trattenere le lacrime. Cercando di darsi un tono la contessa di Cruny gli disse, interrompendosi più volte per soffiarsi il naso col suo fazzoletto di seta:
«Che cosa ne pensate signor Sewer? Arthur…il mio carissimo nipote vorrà andare in guerra ora che è iniziata…non credete signor Sewer?...Non ne ha mai parlato con voi? »
Sorpreso, il giovane le rispose cercando di essere vago:
«Il signor Bresbee mi ha accennato delle sue idee patriottiche ma credo che siano solo fantasie di una mente romantica contessa. Nulla di concreto…»
«Ah signor Sewer! Vorrei crederci anch’io ma…ma il signor Loussier, conoscete il signor Loussier vero?» e, a un cenno affermativo del giovane, la donna continuò alzando di un tono la sua voce baritonale: 
«Ecco questo tenente, o capitano non so, mi ha fatto visita due giorni fa portandomi questo giornale, che avete letto anche voi, dicendomi serio che Arthur si è arruolato e si trova già a Londra»
«Come?!» si intromise Sewer che la guardò stavolta con agitazione. Non vedeva l’amico da qualche giorno ma l’ultima volta che si erano incontrati non avevano parlato della guerra imminente ma solo di Clarissa. Il pensiero della giovane gli balenò per un secondo nella mente e una stretta al cuore lo fece lasciare senza fiato. Clarissa avrebbe dovuto saperlo? Torturato da una nuova agitazione non sentì più la voce della contessa, divenuta lamentosa e irritante, e dopo qualche secondo si congedò da lei dicendole:
«Cercherò di far cambiare idea a vostro nipote contessa ma non vi prometto nulla»
e, senza ascoltare i lamenti sgraziati della donna, che dovevano essere dei ringraziamenti alla sua persona, Sewer uscì dal castello immerso nei propri pensieri. 

***

Seduto sulla sua poltrona, Michael Sewer vagava ora con lo sguardo cercando di riflettere. La sua biblioteca era enorme e gli scaffali, pieni di libri di svariati generi, occupavano ben tre pareti del salone. Quel luogo era l’unico posto in cui il giovane riusciva a meditare in completa solitudine. Bresbee sembrava sparito dalla circolazione senza lasciare alcuna traccia e Sewer trasse le sue conclusioni giudicando l’amico come un vigliacco incapace di dire addio di persona ai propri parenti e amici. 
Osservando i titoli dei libri di uno scaffale a lui vicino si chiese che cosa dovesse fare con Clarissa. L’arruolamento di Arthur gli sembrò una bravata e con stizza si avvide di esserne ancora geloso. La giovane miss Wellings sarebbe tornata dalle sue vacanze in Irlanda e la notizia l’avrebbe raggiunta come uno schiaffo improvviso e inaspettato. Sewer non era responsabile delle scelte dell’amico tuttavia poteva mitigare la sofferenza che la sua partenza avrebbe provocato in Clarissa. L’avrebbe avvisata e, anche se controvoglia, avrebbe consolato la giovane. 
Sospirando profondamente Sewer si alzò e cominciò a sfogliare macchinalmente qualche libro cercando di distogliere la sua mente dall’immagine di Arthur in compagnia della sua amata. Esasperato ricacciò quei ricordi scagliando lontano un libro che finì in un angolo buio della stanza. Il giovane, arrabbiato più con se stesso che non per l’improvvisa dipartita del rivale, decise su due piedi che sarebbe andato di persona da Clarissa per comunicarle la notizia. In questo modo avrebbe verificato di persona lo stato d’animo della giovane alla sua notizia senza contare che ora aveva una scusa per farle visita dopo almeno due mesi di lontananza. 
Il viaggio fu una tortura per Sewer immerso in vaghi pensieri sul cosa dirle e su come comportarsi una volta arrivato da lei. Non immaginando che Clarissa vivesse una propria vita al di fuori dell’Inghilterra, il giovane era convinto di trovarla dagli O’Sallivan, dei proprietari terrieri che conosceva solo di nome, in attesa di una sua inaspettata visita. Quando si avvide che in casa c’era solo la servitù se ne dispiacque infinitamente e, accompagnato da una cameriera alquanto intimidita, si ritrovò nel salotto degli O’Sallivan solo e arrabbiato con se stesso. Passò almeno un’ora, da quando era lì, prima che la comitiva tornasse dalla gita alle scogliere e, in quel lasso di tempo, Sewer cercò di calmarsi e di ragionare sul da farsi. Ormai aveva imparato a memoria un discorso che doveva essere conciso ed esauriente, perfetto in quelle circostanze.
Rivedere Clarissa fu però una gioia inaspettata e il discorso formulato nella sua testa si confuse fin quasi a scomparire. Inoltre si avvide essere osservato non solo dalla giovane ma anche dagli O’Sallivan e dai genitori di lei oltre che da uno sconosciuto.
Facendosi avanti disse la frase "Buongiorno signor O’Sallivan. Mi dispiace disturbarvi senza preavviso ma ho una notizia importante da riferire a miss Clarissa", che doveva essere l’inizio del discorso da lui tanto immaginato, con relativa fermezza ma la gioia di essere lì lo bloccò nel seguito. Solo la curiosità di Mrs Wellings riuscì a frenare Sewer nell’esternare a Clarissa la gioia che provava nel rivederla. La donna infatti gli disse:
«Oh signor Sewer, deve essere davvero una notizia importante se siete venuto di persona! Che caro ragazzo…» disse poi quasi tra sé. Clarissa guardò sua madre ancora più imbarazzata ma riuscì a sembrare calma tanto che prese in mano la situazione dicendo al gruppo:
«Vogliate scusarci…» e, prendendo sotto braccio Sewer che la guardava stranito gli disse sorridendo: «Se volete possiamo fare una passeggiata nella tenuta» e con un sorriso distratto verso i suoi genitori uscì in giardino con il giovane che la seguiva silenzioso. 
Mrs Wellings, gongolando, osservò dalla finestra i due giovani ma poi cercò di distrarsi perché, in fondo, erano questioni tra innamorati, e così cominciò a chiacchierare con gli O’Sallivan, rimasti in disparte fino ad allora a osservare la scena. Il discorso sulle scogliere fu apprezzato da tutti meno che da O’Connor che si sentì, per la prima volta da quando aveva conosciuto Clarissa e i suoi genitori, fuori posto. Non volendo rimanere un minuto di più in quel salotto, divenuto per lui soffocante, con una scusa si congedò dal gruppo e, una volta in strada, prese a respirare normalmente. La venuta di quel nobile sconosciuto lo rese irritabile e, tornato alle sue occupazioni, si sfogò per il resto della giornata sui poveri pastori imprecando contro di loro per ogni non nulla. 
Nel frattempo Clarissa, guadagnata la via del giardino, si sentì finalmente a suo agio e in grado di osservare di sottecchi Sewer che la seguiva docilmente a qualche passo di distanza. Il giovane, confuso, cercava dentro di sé il modo più semplice per dirle la cattiva notizia ma non vi riusciva. Non sapeva come iniziare il discorso interrotto poc’anzi e subito cancellato dalla sua mente. Clarissa gli sembrò per un attimo un miraggio e, senza accorgersene, istintivamente la fermò per un braccio. Voleva essere certo che non fosse una sua illusione ma così facendo lo sguardo di lei lo colpì in pieno. Stupita Clarissa lo guardò ma lui subito si ritrasse e, come per scusarsi, le disse:
«Non avrei voluto darvi questa notizia miss ma devo…» e, tirando un sospiro, continuò tutto d’un fiato: 
«Il signor Bresbee si è arruolato con i francesi. È partito per Londra tre giorni fa e probabilmente ora è già al fronte…». 
Sewer, col cuore in gola, attese la risposta della giovane che però non arrivò. Clarissa, caduta dalle nuvole, non sapeva che cosa rispondere convinta com’era che il giovane fosse venuto per confidarle il suo amore. Non aveva previsto che il signor Bresbee uscisse dalla sua vita in questo modo, senza nemmeno un addio scritto in bella grafia in una lettera a lei indirizzata. L’incredulità si dipinse nel suo viso e lo guardò poco dopo sconcertata. Alla fine gli disse:
«Se ne è andato senza dire niente… ma che cosa gli è preso? »
Sewer, felice da quella risposta, le rispose fingendosi preoccupato più del dovuto:
«Non è un soldato…Spero solo che i suoi amici francesi lo proteggano»
«Perché non lo avete fermato?» fu la reazione subitanea di Clarissa e Sewer ne fu investito come una doccia fredda. Il giovane non replicò lasciandola correre verso casa.
La notizia dell’arruolamento del giovane Bresbee lasciò basiti il resto del gruppo e subito Mrs Wellings decise di tornare il giorno a presso in Inghilterra. Fingendo di consolarla avrebbe estorto i fatti dalla sua amica, la contessa di Cruny. Nessuno obiettò la sua decisione ma suo marito si preoccupò per i propri affari, infatti non erano ancora del tutto concluse le trattative con i vari fattori degli O’Sallivan. L’irlandese non se ne preoccupò e gli disse che, se voleva, avrebbe mandato in sue veci O’Connor di cui si fidava. Mr Wellings ne fu lusingato e così la comitiva fu pronta per tornare a casa. O’Connor colse al volo quell’opportunità che lo avrebbe di certo innalzato agli occhi di Mr Wellings e, perché no, anche a quelli di sua figlia.

Sesta parte 

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