Il 16 dicembre di 250 anni fa nasceva una delle scrittrici più note al mondo.
Per festeggiare questo traguardo ripropongo le mie recensioni riguardo due suoi capolavori:
Il 16 dicembre di 250 anni fa nasceva una delle scrittrici più note al mondo.
Per festeggiare questo traguardo ripropongo le mie recensioni riguardo due suoi capolavori:
Ebbene sì, ormai è un dato di fatto: uso youtube per seguire i canali true crime. Quando ero più giovane (sigh) lo usavo per ascoltare musica e per leggere i testi delle canzoni tentando pure di cantarli... vabbé. Adesso sono in fissa con questi canali in cui si discute, si sviscera ogni dettaglio dei casi di omicidio più famosi. Na tristezza! Eppure niente, aspetto i nuovi "episodi" come se fossero capitoli di un romanzo thriller (a volte horror). Il "caso" Garlasco è uno di questi. Povera ragazza! Eppure ci sono youtubers che non aspettano altro di conoscere nuovi particolari e nuove prove che partono in quarta su quello che "potrebbe" essere successo con teorie a volte strambe e complottiste. Eppure... eppure seguo le registrazioni delle live anche di un'ora per conoscere cose ("che voi umani non potete neanche immaginare" cit.). Il punto è che sono casi reali e l'interesse di questi youtubers ammetto che è a volte un "too much" e questo, secondo me, non va bene. Il "caso" Garlasco è diventato ormai tema di salotti televisivi e di canali social... manco fosse una serie di "Cold Case"... (che poi, se ci fossero loro a indagare il caso sarebbe stato risolto da tanto).
Speriamo che si arrivi alla soluzione! Intanto... mi guardo altro perché ne ho le scatole piene.
In questo periodo leggo thriller e noir, carini per carità ma non tanto da dedicarci un post.
Ad esempio ho letto "La morte si chiama Madame" di Paolo Pinna Parpaglia e l'ho trovato una lettura piacevole ma nulla più.
Un altro libro: "Il segreto delle campane" di Dorothy L. Sayers mi è piaciuto per la trama complessa ma ricordo che i dialoghi erano scritti in un modo un po' troppo descrittivo e quindi, non so, non mi piacevano. Poi i riferimenti sempre ai concerti con le campane, boh! Che noia!
Infine "Cleopatra" di Alberto Angela che, visto il mio interesse per l'antico Egitto, ho letto con molto interesse ma ricordo che non mi è piaciuta la sviolinata finale dell'autore sul personaggio storico. Insomma l'ha dipinta come una eroina quando in realtà, leggendo i fatti realmente accaduti, Cleopatra mi è sembrata solo un'astuta regina che ha puntato tutto sulla sua fisicità e il suo modo di fare "ammaliante". Una delusione in confronto alla grande regina Hatshepsut!
In definitiva? Leggo, leggo ma non ho ancora trovato IL romanzo che mi faccia dire wow!
Non riesco a finirlo! Romanzo decisamente noioso e inconcludente. La premessa è interessante ovvero il fatto che basta sedersi in una determinata sedia di un locale per tornare indietro nel tempo, mentre si sorseggia uno speciale caffè caldo. Libro che poteva sviluppare una storia interessante e invece i vari personaggi che si alternano alla seduta magica sono slegati l'un con l'altro, rendendo questo libro una sorta di elenco di storielle disconnesse tra loro. Bah... Salvo la copertina che è carina.
Leggendo QUESTO articolo riguardante la cinquina del premio Strega 2025 mi sono chiesta se le stroncature del giornalista fossero in linea con il mio pensiero. Di seguito, quindi, la mia personale analisi degli incipit dei cinque romanzi.
- Chiudo la porta e urlo di Paolo Nori: un inizio parecchio noioso con i capitoli fin troppo corti e le frasi ancora di più! Un concentrato di aneddoti che non hanno un filo logico... Che dire! Non vale la pena di continuare la lettura.
- Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia di Michele Ruol: due cose fastidiose di questo "incipit": 1. il fatto che i protagonisti non abbiano un nome e quindi non ricordo un tubo della storia (chi ha fatto cosa, madre? padre?...) 2. i dialoghi senza un minimo di virgolettato. Solo frasi buttate alla rinfusa e io, lettore, devo pure perdere tempo a capire se è un dialogo diretto o un pensiero o una battuta o che so io?! ( non ci siamo). La storia, anche con queste due odiose caratteristiche, potrebbe essere interessante. Merita di essere letto? Forse...
- L'anniversario di Andrea Bajani: romanzo che parla della madre (dell'autore o di un'ipotetica madre non so). Romanzo già vincitore dello Strega Giovani 2025 e quindi, forse, di per sé promettente... Boh, io ho trovato l'inizio molto descrittivo e lento, forse si ripiglia andando avanti...
- Perduto è questo mare di Elisabetta Rasy: il libro inizia con un funerale (allegria!) e poi continua con aneddoti riguardanti il padre della protagonista. Lettura che invoglia a continuare? Anche no.
- Quello che so di te di Nadia Terranova: l'inizio parla della bisnonna della protagonista che viene rinchiusa in manicomio, poi si narra delle vicissitudini dell'essere una neo mamma e della voglia di riavere le mestruazioni (sul serio?!). La storia della bisnonna probabilmente è interessante, quella della puerpera decisamente no.
CONCLUSIONE: non ho intenzione di stroncare in toto questi romanzi, come invece ha fatto l'articolista sopra citato, però (ovviamente c'è un però) possibile che in tutti e cinque si narra di gente morta? E tutti e cinque scritti in prima persona! Come se fossero delle pseudo biografie... Che noia! Possibile che tra i papabili non ci fosse un romanzo meno deprimente di questi? Con una storia che ti incolla alla pagina fin dalle prime frasi? No eh?!
Ho trovato la figura del commissario molto realistica e mi è piaciuto l'uso del dialetto per enfatizzare la parlata locale. Decisamente una lettura piacevole.
Romanzo che mescola l'antica storia egiziana del faraone Akhenaton e di suo figlio Tutankhamon con una trama di spionaggio da guerra fredda (spie inglesi contro un gruppo di antisionisti). Il collegamento tra le due epoche è la scoperta della tomba del faraone Tutankhamon e il fantomatico ritrovamento di alcuni papiri, che raccontano dell'esodo biblico di Mosè durante il regno di Akhenaton (!).
Se devo essere sincera quando ho letto di Mosè fratellastro di Akhenaton ho storto il naso dato che (cito dalla Treccani) "sull’epoca della vita di Mosè e dell’Esodo, prevale oggi la tesi che essa sia il 13° sec. a.C. Il faraone persecutore può essere Ramesse II (1279-12 ca.) e quello dell’Esodo Merenptah (1212-02). Trovo quindi l'intera trama decisamente non verosimile oltretutto l'autore è riuscito a inserire perfino Freud, Lenin e Hitler... mancavano solo gli alieni ed era apposto con tutti i complotti che circolano sull'antico Egitto! Ah! e ovviamente non poteva mancare la maledizione della tomba impersonata in un cobra che spunta all'improvviso in momenti inopportuni. Mi aspettavo decisamente qualcosa di più interessante e soprattutto credibile.