Questo blog è come un diario dove troverai le mie personali recensioni sui romanzi che ho letto e le opinioni sul mondo editoriale. Niente sdolcinature ma solo critiche costruttive, come è giusto che sia ;)

6.12.19

"Gli occhi di Alice Gray" di Stacey Halls

Romanzo che intreccia la storia personale di una nobildonna, realmente esistita nei primi del '600, e una presunta strega, Alice Gray. Il testo, narrato in prima persona dalla ricca donna, è molto interessante dato che riprende, seppur in modo blando, un processo per stregoneria (realmente accaduto anche questo).
Al di là della storia, quello che mi è piaciuto di più di questo libro è la forza di volontà che traspare dalla protagonista: non vuole infatti perdere il suo bambino, avendo sofferto in precedenza di alcuni aborti spontanei, e ricorre persino alle cure di una presunta strega, divenendone amica.
L'idea di difendere il proprio nascituro mi ha fatto molto riflettere e, in questo periodo storico in cui è così facile decidere della vita e della morte di un altro essere umano (oltretutto senza tanti rimorsi), è davvero una presa di coscienza molto importante.
Il romanzo, scritto bene, è dunque un inno alla vita e mi congratulo con l'autrice nell'aver affrontato questo difficile tema con uno stile fluido e per niente artificioso.





14.11.19

"Tutte le volte che ho scritto ti amo" di Jenny Han

Libro adolescenziale, ormai li definisco tutti così quelli ambientati al liceo con la classica sfigata (o sfigato) che si innamora del belloccio/a di turno. Tutto gira intorno alla storia d'amore tra i due, in questo caso all'inizio i due fingono per far ingelosire i rispettivi ex o presunti tali. Scontato scrivere che alla fine si innamorano sul serio. Testo scorrevole che si fa leggere tutto d'un fiato. Capisco perché è diventato un best seller: le adolescenti si immedesimeranno di sicuro nei panni della protagonista. Ho inoltre scoperto che è diventato un film... Davvero ce n'era bisogno?! Mah!


 

24.9.19

"Tre e sei morto" di Janet Evanovich

Questo libro fa parte di una serie in cui la protagonista è una cacciatrice di taglie alle prime armi.
Scritto in prima persona devo dire che, sebbene catalogato come thriller, non lo considero tale, mi ha infatti ricordato quei film demenziali dove i protagonisti sono polizziotti o detective imbranati a cui capitano di tutto: da sparatorie improvvisate a cadaveri che volano sui cofani delle macchine.
Libro comunque che si legge veloce, senza quei noiosi monologhi interiori che caratterizzano purtroppo i libri in prima persona. 
Il personaggio che più mi ha fatto sorridere è la "spalla" della protagonista: una ex prostituta che si improvvisa cacciatrice di taglie; con la sua arroganza e soprattutto con il suo linguaggio scurrile mette subito un pizzico di humor a pagine che altrimenti sarebbero di una banalità assurda.




14.9.19

"Quo vadis?" di Henryk Sienkiewicz

Questo libro narra di una storia d'amore travagliata tra un tribuno romano pagano e la figlia del re dei ligi, cristiana. L'amore tra i due giovani non è dei più semplici: il giovane romano avrà grosse difficoltà nell'accettare la "nuova" religione di lei infatti, all'inizio, la considera come una preda o un trofeo da avere a tutti i costi anche se ne va a scapito dell'incolumità stessa della sua amata. Solo con la sua conversione capirà cosa è l'amore e il rispetto per gli altri.
Le vicende dei due innamorati sono immerse nell'atmosfera della Roma imperiale di Nerone e delle prime persecuzioni a danno dei cristiani. I riferimenti storici e le descrizioni con i relativi nomi romani di fatti e persone, nonché citazioni di spessore, sono precisi e puntuali, segno di un lavoro attento e scrupoloso da parte dell'autore.
I capitoli relativi ai vari supplizi dei cristiani mi hanno fatto rabbrividire: pensare che siano stati realmente trucidati in quei modi mi ha lasciato una profonda tristezza. Inoltre mi ha fatto riflettere il modo in cui l'autore ha lasciato spazio ai messaggi cristiani di amore per la vera fede e per Cristo, senza essere prolisso e noioso. 
Il personaggio di Petronio, realmente esistito, mi è particolarmente piaciuto: personalità carismatica, ironica che sapeva controbattere e tener testa a Nerone. Il ritratto che ne ha fatto l'autore è davvero molto ben fatto e accurato.
Piccola postilla: dopo aver letto questo libro, ascoltare i discorsi di questo papa Francesco, vaghi e inneggianti a un ipotetico umanesimo, senza menzionare Dio né la figura di Gesù... beh mi ha lasciato molto contrariata.



LIBRO CONSIGLIATO

11.6.19

"Non voglio nascondermi" di Aldo Mošnja

Questo romanzo narra le vicende di uno psicoterapeuta, con doti sciamaniche, che aiuta i propri clienti a risolvere le loro turbe psichiche.
E' un libro che si fa leggere, con una trama sviscerata in modo lineare, in un susseguirsi di scene ben costruite.
Ho apprezzato l'utilizzo della forma verbale al presente nei paragrafi in corsivo in cui venivano descritte le visioni e i viaggi astrali del protagonista (in contrasto con la narrazione al passato), un po' meno quando l'autore tenta di far spiegare al protagonista, tramite i dialoghi, nozioni di psicanalisi mischiandole con idee newage come i viaggi astrali e simbologie legate al mondo dell'occulto e dello spiritismo. Forse delle note a fine testo per approffondire meglio questi concetti sarebbero stati utili soprattutto a quel lettore che, di queste cose, non se ne intende affatto.
Inoltre non mi è piaciuto l'accenno, sempre in poche righe, della scoperta di un tumore autoimmune in una dei personaggi del testo: il protagonista in questo caso risolve il problema della nascita del tumore con un conflitto interiore del personaggio e che, quindi, verrà eliminato una volta risolto tale conflitto psichico. Un concetto che trovo del tutto fuoriluogo soprattutto perché la malattia tumorale non può essere sconfitta da sedute di psicanalisi ma tramite terapie mediche.
Purtroppo il finale aperto non mi convince e mi ha lasciato l'impressione che manchi una parte del romanzo a conclusione delle vicende narrate. Forse un espediente dell'autore per creare l'aspettativa di un futuro sequel?





30.5.19

Il filo rosso che lega i vincitori dei premi letterari 2018

Leggendo le sinossi dei romanzi vincitori dello Strega e del Campiello 2018 ho notato una cosa: sia nel romanzo "Le assaggiatrici" (Strega) e "La ragazza con la Leica" (Campiello) si narra della storia vera di un personaggio storico. 
L'assaggiatrice in questione è Margot Wölk mentre la ragazza con la leica è la fotografa di guerra Gerda Taro
Inoltre anche il vincitore del premio DeA si ispira al tragico incendio della Grenfell Tower a Londra avvenuto nel 2017. 
Per non parlare del film premio oscar 2019 "Green Book" ispirato alla storia vera dell’amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell’America negli anni sessanta. (Frank Anthony Vallelonga, conosciuto con lo pseudonimo di Tony Lip, era il padre di uno degli sceneggiatori del film, Nick Vallelonga).
Il trend mi sembra dunque chiaro: vince chi racconta storie vere, bibliografie nascoste tra vicende di pura fantasia. Personalmente trovo questo escamotage una sorta di "vuoi vincere facile?".
Sembra proprio che i romanzi di pura finzione siano ormai fuori moda o comunque non in grado di competere con quelli "storicamente" rilevanti. Insomma, basta narrare le vicende di un personaggio storico (o di un fatto realmente accaduto) e il gioco è fatto.
Chissà se in futuro si darà più spazio all'immaginazione e alla fantasia dello scrittore... 
Non resta quindi che aspettare i vincitori di quest'anno.

17.2.19

Mini recensioni



"La porta accanto" di Blake Pierce: thriller che si legge tutto d'un fiato. Lettura piacevole.










"Persuasione" di Jane Austen: romanzo in cui l'amore tra i due protagonisti è funestato da incomprensioni e dal dovere verso la famiglia di origine. Come sempre apprezzo la delicatezza con cui l'autrice descrive le vicende dell'aristocrazia di quel periodo storico.


"Al di là delle stelle" di Brittainy C. Cherry: romanzetto che parla del solito sfigato bullizzato e della belloccia della scuola. I due si innamorano, si perdono di vista per poi ritrovarsi. Di mezzo una brutta storia di stupro che finisce male. Il filo conduttore è la musica jazz che appassiona entrambi i protagonisti. Lieto fine scontato.


"Fiori dalla cenere" di Kate Quinn: l'alternanza dei due punti di vista (uno in terza persona ambientato nel 1915, l'altro in prima persona nel 1947) mi ha messo un po' in difficoltà soprattutto se la lettura viene continuata dopo alcuni giorni, dato che trattano di due storie distinte che solo negli ultimi capitoli si uniscono. Avrei voluto che l'autrice si soffermasse di più sulle figure storiche presenti nel testo invece di focalizzarsi sulla storia (banale) della ragazzina americana che fugge dai genitori. Lettura comunque interessante.


 "Caffè amaro" di Simonetta Agnello Hornby: romanzo che narra della vita di una donna siciliana, Maria, e, di pari passo, i cambiamenti culturali e politici che riguardano non solo la Sicilia ma l'intera Italia. A parte gli "spiegoni" storici in cui l'autrice si dilunga con facilità, la storia d'amore tra la protagonista e il suo amante è una sequenza di incontri amorosi clandestini. Si accoppiano in ogni dove: in una soffitta, in un convento e perfino nel retro di un palco durante un'opera teatrale. Ovviamente i due piccioncini sono entrambi bellissimi, intelligenti e per niente sfortunati: passano due guerre con tanto di bombardamenti e i due, imperterriti, si ritrovano sempre. Evviva l'amore insomma...


"Universi sconosciuti" - Hunted series - di Angela Contini: tre libri che in realtà compongono un'unica storia. La protagonista sfigata si innamora in questo caso del belloccio "alieno" e ben presto si accorge di non essere del tutto umana neppure lei. Testo scorrevole ma sinceramente a tratti molto noioso. Libri adolescenziali con scene di sesso che, francamente, potevano essere tralasciate. Nel terzo libro mi aspettavo qualcosa di meglio, di inaspettato, non il solito lieto fine. Le copertine non c'entrano niente con il contenuto che viene classificato di genere romance ma io lo definirei più sul fantascientifico dato che ci sono alieni, ibridi e battaglie con poteri sovrannaturali.


"Tutta colpa del matrimonio" di Adele Ross: un libro che non si prende troppo sul serio e per questo mi è piaciuto davvero parecchio. La scelta di scrivere in prima persona, in questo caso, è davvero azzeccata.



 "Vento nero" di Clive Cussler: romanzo che non mi ha appassionato. Lasciato dopo una trentina di pagine. Noioso.