Questo blog è come un diario dove troverai le mie personali recensioni sui romanzi che ho letto e le opinioni sul mondo editoriale. Niente sdolcinature ma solo critiche costruttive, come è giusto che sia ;)

26.3.13

"Il ventre di Parigi" di Emile Zola


Questo romanzo, dopo aver letto "Nanà", mi ha deluso: non posso infatti fare a meno di contrapporre questi due libri di Zola. 
"Nanà" narra la storia di una cocotte e dei suoi intrighi amorosi in un romanzo in cui l'autore riesce perfettamente a mescolare scene di vita mondana, descrivendole in ogni suo particolare, con una narrazione concisa e brillante. "Il ventre di Parigi" invece è un collage di descrizioni minuziose dei mercati parigini in cui la storia del protagonista rimane purtroppo in secondo piano. Anche gli altri personaggi sono trattati come delle macchiette che sembrano inseriti nel racconto solo per  dare risalto alla bellezza ora degli ortaggi, ora della frutta, ora dei pesci e via dicendo. 
La trama poi è davvero poco avvincente: d'altronde il perno del libro è la routine del popolino e dei commercianti che trascorrono la loro vita tra i banchi del mercato.

14.1.13

"Ritratto di signora" di Henry James

SCHEDA DI LETTURA


Trama: Isabel Archer, seguendo il consiglio di sua zia Touchett, decide di lasciare il suo paese natio in America per visitare e conoscere i propri zii e il proprio cugino che risiedono in Inghilterra. Il tempo trascorre e dopo la scomparsa dello zio che le lascia in eredità una fortuna, e dopo aver declinato due pretendenti: un lord inglese e un imprenditore americano, Isabel decide di conoscere il mondo in compagnia di sua zia e si trasferisce a Firenze. Qui conosce, tramite la sua nuova amica madame Merle, il suo futuro sposo che però, dopo il matrimonio, si rivelerà essere una persona estremamente egocentrica e con un segreto inconfessabile. 

L'autore: Henry James nacque a New York il 15 aprile 1843 e morì a Londra nel 28 febbraio 1916. Fratello del filosofo e psicologo William James e della scrittrice Alice James, James fu uno scrittore prolifico e un critico letterario statunitense. Molti dei suoi romanzi divennero soggetti cinematografici e televisivi, tra i quali i più famosi sono "Ritratto di signora" del 1996 diretto da Jane Campion e "The Others" del 2001 diretto da  Alejandro Amenábar.
Ambientazione: la storia si svolge per la prima parte in Inghilterra, a Gardencourt, per poi spostarsi in Italia: prima a Firenze e poi a Roma.
Personaggi principali:
  • Isabel Archer: è la protagonista del romanzo. E' una giovane americana indipendente e sognatrice ma gli eventi e le persone che incontra nel corso della sua vita la influenzano facendole cambiare idea sulla sua visione del mondo, divenendo così una donna cinica e molto triste. 
  • Ralph Touchett: è il cugino di Isabel. Di salute cagionevole, è una persona saggia e ironica. 
  • Gilbert Osmond:  è un uomo colto, raffinato e molto intelligente ma estremamente egocentrico e narcisista. 
  • Madame Merle: è un'amica della signora Touchett, zia di Isabel, e soprattutto un'amica intima di Osmond. E' una donna di ottime maniere ma, apparentemente gentile, è uno dei personaggi "ambigui" del romanzo. 
  • Henrietta Stackpole: è una giornalista e rappresenta, con il suo atteggiamento franco e sincero, la mentalità americana del periodo storico dell'autore. 


Linguaggio: l'autore narra le scene e le vicende descritte nel romanzo focalizzandosi sulle personalità dei personaggi e, in questo modo, la storia appare nitida e senza punti oscuri. Inoltre lo stile narrativo non è prolisso ma, anzi, semplice e scorrevole. 
Messaggio: < non è oro tutto ciò che luccica >
Giudizio: questo romanzo mi è piaciuto non solo per la trama che è interessante ma, soprattutto, per il significato profondo del testo. Infatti la protagonista è una persona comune con i suoi sogni, le sue speranze e con i suoi limiti, dubbi ed errori. Questo libro è infatti la rappresentazione e, come da titolo, il ritratto di una donna prima di una signora. La fine così tragica e fatalista è inoltre perfetta perché si distacca dall'immagine stereotipata dell'eroe che, alla fine, riesce sempre a vincere contro le avversità della vita. Ecco questo libro è l'opposto: racconta infatti una storia che, pur nella sua finzione, è estremamente realistica e piena di significato. 

10.12.12

Il questionario di Proust


Girovagando per il web ho trovato questo questionario con le risposte di Marcel Proust. 

Leggendo quello che ha scritto mi ha fatto sorridere soprattutto questa risposta: 


Stato attuale del mio animo. 
Il fastidio di aver pensato a me per rispondere a tutte queste domande. 


Semplicemente geniale! 



3.12.12

Riflessioni da "Il Gattopardo"

Il romanzo "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa è molto interessante e offre degli spunti di riflessione. Quello che propongo qui di seguito è un brano in cui Don Fabrizio, principe di Salina, espone a Chevalley le sue idee riguardo i siciliani. 
Consiglio la lettura di questo libro anche perché i meccanismi sociali e culturali descritti nel libro sono presenti tutt'oggi nella nostra società. 

"[...] noi Siciliani siamo stati avvezzi da una lunghissima egemonia di governanti che non erano della nostra religione, che non parlavano la nostra lingua, a spaccare i capelli in quattro. Se non si faceva così non si sfuggiva agli esattori bizantini, agli emiri berberi, ai viceré spagnoli. Adesso la piega è presa, siamo fatti così. Avevo detto "adesione" non "partecipazione". In questi sei ultimi mesi, da quando il vostro Garibaldi ha posto piede a Marsala, troppe cose sono state fatte senza consultarci perché adesso si possa chiedere a un membro della vecchia classe dirigente di svilupparle e portarle a compimento; adesso non voglio discutere se ciò che si è fatto è stato male o bene; per conto mio credo che parecchio sia stato male; ma voglio dirle subito ciò che Lei capirà da solo quando sarà stato un anno fra noi. In Sicilia non importa far male o far bene: il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di "fare". Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui abbiamo dato il "la"; noi siamo dei bianchi quanto lo è lei, Chevalley, e quanto la regina d'Inghilterra; eppure da duemila cinquecento anni siamo colonia. Non dico per lagnarmi: è in gran parte colpa nostra; ma siamo stanchi e svuotati lo stesso."
Adesso Chevalley era turbato: "Ma ad ogni modo questo adesso è finito; adesso la Sicilia non è più terra di conquista ma libera parte di un libero stato."
"L'intenzione è buona, Chevalley, ma tardiva; del resto le ho già detto che in massima parte è colpa nostra; Lei mi parlava poco fa di una giovane Sicilia che si affaccia alle meraviglie del mondo moderno; per conto mio mi sembra piuttosto una centenaria trascinata in carrozzella alla Esposizione Universale di Londra, che non comprende nulla, che s'impipa di tutto, delle acciaierie di Sheffield come delle filande di Manchester, e che agogna soltanto di ritrovare il proprio dormiveglia fra i suoi cuscini sbavati e il suo orinale sotto il letto." 

14.11.12

"Il vichingo" di Tim Severin

Leggendo questo romanzo mi sono chiesta più volte il motivo della dicitura romanzo storico dato che l'intera storia narrata si basa su leggende quindi, a rigor di logica, non su fatti realmente accaduti. Tralasciando questo dubbio ho affrontato la lettura del libro con entusiasmo dato che le storie nordiche mi hanno sempre affascinato con il loro misticismo e le loro saghe ma, ahimè, sono rimasta delusa sotto questo aspetto. Tutto il romanzo è infatti solo il riassunto in prima persona della vita del protagonista. 
La narrazione è piatta con descrizioni superficiali di luoghi e le azioni e le scene di guerra vengono esposte in modo sbrigativo. La noia quindi ha preso il sopravvento sull'iniziale entusiasmo e, in definitiva, mi sento di bocciare questo romanzo per le premesse non mantenute. Questo libro infatti dovrebbe far immergere il lettore in un mondo antico e mistico e invece è solo uno dei tanti libri pseudo-storici che non trasmettono alcunché. L'unica cosa che salvo è la copertina che è stupenda e che mi ha invogliato a comprare il libro "a scatola chiusa".

25.10.12

Dilemmi da pseudo-scrittore: che editore scegliere e come far conoscere i propri scritti?

Il mondo dell'editoria, per chi non lo sapesse, è un insieme di editori piccoli e grandi, di editori a pagamento e free oltre alla categoria degli outsider ovvero le tipografie e i self-publishing. 
Inoltre sul web sono presenti liste di editori a pagamento che vengono marchiati come truffaldini. Ora, al di là del fatto che operano nella legalità, lo pseudo-scrittore dovrebbe sapere che se, nel contratto di pubblicazione, l'editore chiede un contributo spese di più di 1000€ e lui firma questo non fa dell'editore un truffatore ma è semplicemente lui, lo pseudo-scrittore, a essere un fesso colossale.
Chiusa questa parentesi che mi sembrava doverosa volevo riflettere ora sulla visibilità che dona il marketing spietato dei grandi editori. Il mercato del libro in Italia è infatti controllato da pochi editori e ciò che rimane, le briciole per lo più, se lo contendono gli "altri" di cui sopra. Ora, chi ha la fortuna o il merito (beh diciamo che il fattore C conta molto) di pubblicare con un big dell'editoria ha la possibilità di farsi conoscere ai lettori anche se non è matematicamente certo. Quelli invece che pubblicano con le piccole c.e. free ne hanno solo la speranza. (Gli editori a pagamento non li considero perché non hanno materialmente mercato). 
Che fare allora? La scelta dello pseudo-scrittore ricade ovviamente sui big che hanno tempi di valutazione infiniti e, purtroppo, non hanno la decenza di spedire il loro esito negativo così lo scrittore non sa neanche se il libro è arrivato a destinazione, se è stato letto o se è stato cestinato. Misteri da "Voyager" insomma. Non resta che optare per le piccole c.e. (e meno male che qui i responsi arrivano) però la pecca di questi editori è la distribuzione che spesso è locale o solo tramite il loro sito. In definitiva è come non pubblicare dato che al grande pubblico il libro non arriva e tocca all'autore farsi pubblicità a proprie spese.
Una domanda a questo punto sorge spontanea: ma allora non è meglio arrangiarsi del tutto? Tanto la fatica per farsi notare è la stessa.
Propongo quindi la terza via che è più avventurosa e francamente più interessante dato che sono i lettori a giudicare il romanzo e non gli editori (che non sempre scoprono il best-seller dell'anno anzi).

Parto quindi dal problema della visibilità che come ho spiegato sopra è dovuto al marketing dell'editore o, mal che vada, alle risorse personali dell'autore. Per quanto mi riguarda consiglio, per ovviare a questo problema, questo sito: Wattpad in cui è possibile pubblicare i propri scritti. La visibilità di questo sito è molto alta dato che è la community di condivisione di ebook più famosa al mondo. L'autore ha quindi la possibilità di farsi conoscere e di capire se ai lettori piace il proprio scritto oppure no. Ovviamente se lo scritto, dopo qualche mese, ha totalizzato meno di 100 visualizzazioni allora è probabile che non sia così eccelso. 
Questo sito offre anche la possibilità di collegare il proprio blog, sito, pagina fb e twitter alla propria pagina personale e, cosa più importante, è collegato ad altri siti che trovo interessanti. Eccoli qui:
Smashwords: con questo sito si può creare un ebook in vari formati (pdf, epub e altri) che può essere scaricato gratuitamente oppure dopo aver pagato il prezzo scelto dall'autore. Questo sito è collegato a parecchie piattaforme per ebook tra cui, la più importante, itunes di apple. Piccola pecca: il lettore, per scaricare o comprare l'ebook deve iscriversi gratuitamente al sito. Consiglio quindi l'uso di itunes per l'acquisto del libro.
Lulu: self-publishing. Obbliga solo l'acquisto della copia di "prova". L'unica pecca è il costo di spedizione che fa aumentare il prezzo finale del libro di parecchio (che comunque viene deciso dall'autore). 
Podiobooks: collegato al sito Smashwords. Con questo sito è possibile creare un audiolibro a capitoli che può essere scaricato dalla pagina personale dell'autore. Pecca: sito totalmente in inglese, anche le istruzioni per creare i file audio. Consiglio l'uso del programma GarageBand/Podcast del Mac per realizzare i file. 

Altri siti (non collegati a Wattpad) che reputo interessanti: 
CreateSpace: self-publishing legato alla piattaforma Amazon. Simile a Lulu; totalmente in inglese.
- ilmiolibro: piattaforma italiana di self-publishing. Obbliga l'acquisto della copia di "prova". Pecca: il servizio "codice ISBN" è a pagamento ed è inserito nell'offerta "circuito Feltrinelli" sempre a pagamento. Il libro può comunque essere acquistato anche senza codice ISBN. Il lettore deve inoltre iscriversi gratuitamente al sito per poter acquistare il libro.

ps: questi siti sono strumenti per creare libri, ebook e audiolibri e per aumentare la visibilità degli stessi. Tutto ciò però non dà la certezza della fama e del guadagno facile ma sicuramente è un'opportunità in più per far conoscere i propri lavori.