Questo blog è come un diario dove troverai le mie personali recensioni sui romanzi che ho letto e le opinioni sul mondo editoriale. Niente sdolcinature ma solo critiche costruttive, come è giusto che sia ;)

26.5.20

"Le disavventure di Amos Barton" di George Eliot


Romanzo ambientato in Inghilterra nella prima metà dell'Ottocento. Come da titolo la trama si sviluppa seguendo le vicende del reverendo Barton e, seppur poco avvincente, il libro è molto interessante per il modo originale con cui l'autore (anzi l'autrice essendo lo pseudonimo di Mary Anne Evans) interloquisce con il lettore. Le note a fine capitolo inoltre approfondiscono i temi religiosi trattati senza dover appesantire inutilmente la narrazione. In definitiva una buona lettura che consiglio.

13.5.20

"E vissero tutti felici e scontenti" di S. Friio e A. Foley


Romanzetto leggero dove i due protagonisti bellocci prima si odiano e poi si amano (che novità). Ambientato in un borgo del centro Italia, la storia si sviluppa attorno a una leggenda del luogo. Personalmente avrei preferito che le due autrici si fossero soffermate maggiormente sulla storia del paesello invece, purtroppo, è solo il contorno alle vicende amorose dei protagonisti.

21.4.20

"Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen


Romanzo che, personalmente, non considero di genere romantico sebbene narri la storia dell'innamoramento dei due protagonisti: il primo troppo orgoglioso e l'altra piena di pregiudizi sul conto di lui. Trovo invece questo libro una sorta di spaccato della vita borghese dell'epoca con i suoi riti sociali tra ricevimenti, gite e visite tra vicini. L'autrice riesce molto bene a descrivere con semplicità questo mondo quasi idilliaco dove il lieto fine è sempre raggiungibile, nonostante gli impedimenti che all'inizio sembrano insormontabili. Rileggerlo ad anni di distanza mi ha fatto comprendere che oltre la storia d'amore in questo libro c'è molto di più.

"La paziente silenziosa" di Alex Michaelides


Questo libro narra le vicende di una paziente psichiatrica che ha ucciso il marito e che, senza apparente ragione, non proferisce parola. Spetterà al suo medico curante a tentare di scoprire il motivo di tale mutismo e, ben presto, si ritroverà a indagare sul passato della donna e sul suo. Thriller ben fatto che si legge tutto d'un fiato; del resto è stato premiato come bestseller 2019 nella categoria thriller di Goodreads. Complimenti all'autore.

5.3.20

"Molto amore per nulla" di Anna Premoli


Romanzo leggero che narra la relazione, prima professionale e poi amorosa, tra un'avvocatessa bruttina e un manager, neanche a dirlo, belloccio. Di mezzo una bucket list (ovvero una lista di cose da fare) che rende più intrigante il rapporto tra i due protagonisti. Nonostante la trama semplice e prevedibile, questo libro si è rivelato una piacevole lettura.

"Storia proibita di una geisha" di Mineko Iwasaki


Autobiografia della geisha, anzi geiko come si chiamano le geishe di Kyoto, più famosa del secolo scorso. Un ritratto affascinante, quello che descrive l'autrice/protagonista, di una cultura tutta giapponese. Il libro rispecchia la vita dell'autrice, con dovizia di particolari sulla routine delle geishe e sul loro mondo lavorativo. Il ruolo della geisha è ben diverso dalla finzione divenuta celebre col famoso libro "Memorie di una geisha"; infatti la geisha è una danzatrice professionista e, non di certo, una prostituta d'alto bordo come si suole credere. Il ritratto che ne risulta è di una donna forte e determinata a essere la numero uno nel suo settore. Il lavoro duro, le invidie delle altre geishe e i rapporti a volte conflittuali con gli uomini, sono uno sprone per la protagonista a fare sempre di più e meglio per inseguire il suo ideale di indipendenza e di libertà. Mi è piaciuto molto inoltre quando ammira il lavoro artigianale dietro ai kimono, vere opere d'arte, e ringrazia tutti coloro che l'hanno sempre aiutata a essere "l'opera d'arte vivente" che è in realtà la geisha. Chapeau!

10.2.20

"La donna alla finestra" di A. J. Finn


Un thriller che sembra la rivisitazione di due capolavori di Hitchcock: La finestra sul cortile e La donna che visse due volte. La protagonista chiusa in casa, a causa della sua agorafobia, spia i vicini e poi avviene un omicidio che, ovviamente, nota solo lei. Manca però quella suspence che nei film è il collante principale e che, invece, non si percepisce in questo romanzo che si sviluppa lentamente, focalizzandosi un po' troppo sulle turbe psichiche e sulla routine della protagonista. Fortunatamente il colpo di scena finale merita la lettura dell'intero romanzo.