Questo blog è come un diario dove troverai le mie personali recensioni sui romanzi che ho letto e le opinioni sul mondo editoriale. Niente sdolcinature ma solo critiche costruttive, come è giusto che sia ;)

8.8.12

"I fratelli Karamazov" di Fëdor M. Dostoevskij

Vengo subito al dunque: non sono riuscita a inserire questo libro nella mia personale lista di "letture consigliate" semplicemente perché reputo questo romanzo dispersivo e a tratti noioso. So di andare contro l'opinione di molti per cui Dostoevskij è uno dei grandi scrittori di tutti i tempi ma, ahimè, per me è solo un bravo scrittore ma non il migliore.
Dopo aver letto "L'idiota" e "Delitto e castigo", che reputo dei romanzi apprezzabili, speravo che questo libro fosse all'altezza della sua fama di "miglior romanzo", "apice della scrittura di D." e via dicendo ma ho dovuto ricredermi. Innanzitutto l'autore si perde fin dal principio nel descrivere con minuzia di particolari tutte le vicissitudini dei personaggi compresi quelli secondari per non parlare delle storie di contorno che ho letto, lo ammetto, di sfuggita.
La trama comunque è semplice e si riesce (nonostante gli interminabili monologhi, discorsi filosofici-religiosi, descrizioni di fatti che con i protagonisti non c'entrano nulla) ad arrivare al fulcro centrale del romanzo ovvero all'omicidio di uno dei protagonisti. Ora non sto qui a descrivere l'intera trama ma è chiaro che alla fine, ovvero dopo ben mille e più pagine, viene svelato il nome del colpevole e viene, di nuovo, descritto in tutti i particolari del caso, il movente e le azioni dell'assassino.
In conclusione consiglio la lettura di questo libro, ma solo perché è considerato uno dei classici della letteratura.



13.6.12

"Baudolino" di Umberto Eco

SCHEDA DI LETTURA

Trama: In quella zona del basso Piemonte dove, anni dopo, sorgerà Alessandria, Baudolino, un piccolo contadino fantasioso e bugiardo, conquista la stima di Federico Barbarossa e ne diventa figlio adottivo. Tra le altre cose, Baudolino inventa la mitica lettera del Prete Giovanni che prometteva all'Occidente un regno favoloso, nel lontano Oriente, governato da un re cristiano. Baudolino cresce, Alessandria nasce e, anni dopo, spinto dall'invenzione del giovane, Federico parte, col pretesto di una crociata, per andare a riconsegnare al Prete Giovanni la più preziosa reliquia della cristianità: il Gradale, la coppa in cui aveva bevuto Nostro Signore.
Federico purtroppo muore lungo il cammino e Baudolino continua il viaggio verso quel regno lontano che lo porterà tra i mostri di una città cristiana dove si innamorerà di una strana donna.
Baudolino racconta tutto questo a Niceta Coniate, storico bizantino, mentre Costantinopoli brucia e i crociati la saccheggiano. Baudolino comprende, parlando con Niceta, cose che non aveva ancora capito come la morte di Federico. Alla fine, dopo una lunga riflessione su ciò che aveva fatto, Baudolino decide di tornare in Oriente per continuare la ricerca del Regno del Prete Giovanni e per rivedere la donna amata.

L'autore: Umberto Eco è nato ad Alessandria nel 1932. E' ordinario di Semiotica e Presidente della Scuola Superiore di Scienze Umanistiche presso l'Università di Bologna. Nel 1980 ha esordito nella narrativa con "Il nome della rosa" da cui è stato tratto il film omonimo del 1987.
Scrittore prolifico; ultimo libro pubblicato: "Il cimitero di Praga".
Ambientazione: la storia si svolge in molti luoghi che costituiscono idealmente il tragitto percorso da Baudolino e da Federico verso il mitico regno del Prete Giovanni: Alessandria e dintorni, Costantinopoli, Castello di Ardzrouni e la città di Pndapetzim (luoghi orientali inventati).
Personaggi principali:

  • Baudolino: è il protagonista del romanzo. Attraverso le sue bugie, dette sempre a fin di bene, riesce a ricreare nella realtà sogni e desideri che si pensavano irrealizzabili;
  • Federico Barbarossa: è l'imperatore dei franchi e diventa il padre adottivo di Baudolino;
  • Niceta Coniate: è uno storico bizantino ed è il ministro del Basileo di Costantinopoli. Baudolino lo salva dalla furia devastatrice dei latini durante il saccheggio della città. Niceta è il confidente a cui Baudolino si rivolge per raccontare la propria storia. 
  • Ipazia: è la donna amata da Baudolino. Non è del tutto umana e ha una cultura ellenistica. Cerca di far capire a Baudolino il vero significato delle cose basandosi sulle teorie dei grandi filosofi greci come Platone.
Linguaggio: nel romanzo sono presenti termini latini e di altre lingue spesso per il solo scopo di mettere in risalto il modo di parlare di quella determinata epoca. Il linguaggio è semplice e presenta vocaboli ricercati solo negli episodi in cui si descrivono i luoghi e i personaggi. Particolarmente interessante è il primo capitolo in cui viene proposta una lettera del protagonista interamente scritta in dialetto lombardo. 
Messaggio: la forza del mito e dell'utopia sconfiggono le barriere della realtà.
Giudizio: il romanzo presenta molte parti descrittive e si sofferma più di una volta sulla realtà storica di quell'epoca. Questi elementi possono risultare devianti nella comprensione di tutta la vicenda in quanto, essendo troppo descrittivi, sembrano essere dei punti di sospensione della storia. La narrazione appare comunque fantasiosa e del tutto distaccata dalla Storia determinando così, per tutto il corso della vicenda, un'atmosfera irreale e di leggenda tipicamente medievale. 



12.5.12

"La casa del sonno" di Jonathan Coe

Questo romanzo, leggendo la quarta di copertina, ha una trama non troppo originale in quanto racconta le vicende di cinque amici conosciutisi all'università e legati da un sottile filo rosso la cui origine è Ashdown (divenuto, da dormitorio studentesco, clinica dove si cura i disturbi del sonno). Quello che mi ha piacevolmente sorpreso è lo stile narrativo dell'autore che fin dal principio ha esordito nella sua breve nota: "i capitoli dispari sono ambientati negli anni 1983-84, i capitoli pari sono ambientati nel giugno 1996". Il passaggio temporale segue il filo logico delle vicende che non si interrompono con la fine dei capitoli ma, anzi, le ultime frasi del presente si riallacciano nel nuovo capitolo al passato all'interno delle frasi precedenti e così via per ogni capitolo. L'alternanza tra il passato e il presente legata con questo effetto quasi da sceneggiatura cinematografica è una sperimentazione geniale e ben utilizzata anche attraverso una scrittura immediata e priva di inutili fronzoli. Inoltre ho trovato la storia interessante in quanto l'autore ha delineato dei personaggi molto complessi in bilico tra la follia e la normalità espressa nella routine di tutti i giorni. 

22.4.12

"Senilità" di Italo Svevo

SCHEDA DI LETTURA


Trama: Emilio Brentani ha una vita molto tranquilla: lavora come impiegato in una società di assicurazioni, si dedica alla propria carriera letteraria e si occupa della propria sorella. Un giorno però la sua vita viene sconvolta dall'incontro con una giovane donna di cui si innamora perdutamente. Questa ragazza, di nome Angiolina, non è però il ritratto della purezza come Emilio se l'era immaginata ma è una donna libertina e sfacciata. L'uomo decide allora di interrompere la loro relazione una volta accertatosi del tradimento di lei tuttavia, il ricordo della ragazza è troppo vivido e così Emilio decide di riallacciare i rapporti con lei.
L'improvvisa morte della sorella lo fa però tornare con i piedi per terra e incolpa la donna della sua trascuratezza nei confronti della sorella malata. Una volta interrotta definitivamente la relazione Emilio comprende chi era in realtà Angiolina e si ripromette di dimenticarla per sempre tornando alla sua antica e tranquilla vita.

L'autore: Italo Svevo è lo pseudonimo dello scrittore Ettore Schmitz nato nel 1861 a Trieste e morto a Motta di Livenza nel 1928. Trascorse gran parte della sua vita nella città natale dove lavorò come impiegato di banca, direttore e socio di un'impresa industriale. A Trieste conobbe James Joyce che fu il suo professore d'inglese e poi costante amico e ammiratore. I suoi primi romanzi, "Una vita" (1892) e "Senilità" (1898), per la novità del linguaggio e dello stile passarono quasi del tutto inosservati. Fu solo con la pubblicazione de "La coscienza di Zeno", grazie anche al riconoscimento di critici famosi quali, oltre lo stesso Joyce, B. Cremieux, V. Larbaud e Eugenio Montale, che il nome di Italo Svevo cominciò a diffondersi in Italia e nel mondo.  
Ambientazione: il racconto si svolge a Trieste e in particolare lungo le vie del centro.
Personaggi più importanti:
  • Emilio Brentani: è il protagonista del romanzo. E' un uomo che si occupa con piena vocazione della sua carriera letteraria, del suo lavoro e di sua sorella. Emilio non ha mai provato che cosa sia l'amore e ciò che comporta ma, una volta conosciuta Angiolina, si dona a lei con tutto il suo cuore ma questo gli causa una sofferenza atroce in quanto non riesce ad accettare il tradimento di lei;
  • Angiolina: è la giovane donna di cui Emilio si innamora. A dispetto dell'apparenza Angiolina è una giovane che ama essere lodata e corteggiata dagli uomini. Utilizza spesso e volentieri delle bugie per scagionarsi dai dubbi di Emilio. E' una ragazza ambigua infatti Emilio, pur amandola, arriverà a detestarla per il suo comportamento sfacciato con gli altri suoi corteggiatori;
  • Amalia: è la sorella di Emilio. E' una donna sola e depressa la cui unica felicità è di aiutare il fratello quando si sente abbattuto. Anche lei non ha mai amato e si sente umiliata dal fatto che il fratello si sia fidanzato ma, a un certo punto, la sua monotona vita cambia: anche lei si innamora. Purtroppo però l'uomo di cui si è innamorata è un amico di Emilio che le dice chiaramente che non è interessato a lei. Amalia si dispera e si ammala perché non trova il conforto di suo fratello. La malattia la porterà infine alla morte.
Linguaggio: il linguaggio utilizzato dall'autore è semplice e chiaro. Non vengono inseriti termini ricercati e, proprio per questo, il racconto appare veritiero perché privo di quella raffinatezza ampollosa in uso agli scrittori dei secoli precedenti. Si pone infatti l'attenzione sui pensieri dei personaggi e, la quasi assenza di descrizioni troppo elaborate, fa sì che la storia appaia moderna e quindi che possa essere compresa da un pubblico più vasto.
Messaggio: << Dov'è amore, è dolore >> (Plauto)
Giudizio: questo romanzo è interessante in quanto la vicenda narrata è rappresentata come se fosse una storia realmente accaduta. Infatti la semplicità del linguaggio e i personaggi (l'impiegato, la sorella che si occupa della casa, l'amico artista e la donna amata troppo libertina), rappresentano uno scorcio della società del novecento. Inoltre fin dal principio l'autore entra nel vivo della storia senza perdere tempo in descrizioni inutili che appesantirebbero la lettura.
Anche la stessa vicenda, nella sua semplicità, è ricca di sentimenti profondi e contradditori come succede spesso nelle vere storie d'amore. Allo stesso modo il protagonista, con le sue contraddizioni e il suo amore-odio per la fidanzata, è un esempio di introspezione psicologica degna di interesse.
Infine questo romanzo pone l'attenzione soprattutto sulla sofferenza che comporta la gelosia per la donna amata e per il rifiuto del proprio amore. E' una storia triste dove l'amore è vissuto in tutte le sue sfaccettature, anche in quelle più negative. 



21.4.12

"Ritratto in seppia" di Isabel Allende

Il romanzo, narrato in prima persona, delinea la saga di un'intera famiglia e, sebbene sia il tratto distintivo di questa autrice, i fatti narrati spesso sono fin troppo eclatanti e sorprendenti. Dopo aver letto "La casa degli spiriti" questo romanzo è di minore interesse in quanto vengono ripresi gli stessi meccanismi narrativi e, se non fosse per la trama ricca di spunti storici, sembrerebbe una ripetizione. Lo stile è piacevole ma purtroppo i personaggi, sebbene caratterizzati in modo approfondito, svelano sempre e in ogni occasione il loro lato eroico che trionfa sugli avvenimenti storici negativi come la guerra civile cilena. L'unico personaggio veramente interessante di questo romanzo non è la protagonista ma la nonna paterna ovvero Paulina del Valle di cui l'autrice ne inquadra il carattere con i suoi pregi e difetti rendendola l'unico personaggio "reale" dell'intera storia.



 

15.2.12

"La valle dell'Eden" di John Steinbeck

SCHEDA DI LETTURA


Trama: nella valle del Salinas in California vive una famiglia di contadini. Il padre impone ai suoi due figli un'educazione militare e costringe il primogenito Adam ad arruolarsi. Dopo molti anni trascorsi nell'esercito Adam torna finalmente a casa dove rimane per qualche tempo. Un giorno, insieme al fratello, Adam soccorre una ragazza ferita di cui si innamora follemente e ben presto la sposa. Sua moglie è però una donna fredda e calcolatrice e, una volta dati alla luce due gemelli, decide di andarsene e di diventare la proprietaria di un bordello, ma per far questo spara ad Adam che precipita in un periodo di depressione. Con lo trascorrere degli anni Adam riesce a dimenticarla occupandosi dei suoi due figli Cal e Aaron, con l'aiuto di un suo amico irlandese e del suo servitore cinese. Una volta ragazzo Cal, il più cupo dei due gemelli, scopre chi è veramente sua madre e per vendicarsi di suo fratello, che per la sua gentilezza e bellezza è amato da tutti e maggiormente dal padre, gli fa conoscere sua madre. Aaron, inorridito e disperato da quella scoperta, si arruola nell'esercito e poco tempo dopo muore in un combattimento contro i tedeschi durante la prima guerra mondiale. Adam si riammala di nuovo e Cal, disperato da ciò che ha fatto, gli chiede perdono ottenendolo solo con una parola ebraica: "Timshel" ovvero "tu puoi".

L'autore: John Steinbeck nacque a Salinas in California nel 1902. Dopo un'educazione scolastica incompleta visse per un certo periodo dei più disparati mestieri. Si trasferì poi a New York come giornalista dove, nel 1935, il racconto "Tortilla Flat" (piano della Tortilla) segnò il suo primo grande successo. Nel 1937 scrisse "Uomini e topi" che gli valse il premio Pulitzer, seguito dal suo capolavoro "Furore", epica rappresentazione della lotta di classe in America. Tra la produzione degli ultimi anni i libri più significativi sono "La valle dell'Eden" e "L'inverno del nostro scontento".
Ambientazione: l'intera storia si svolge nella valle del Salinas nella California settentrionale.
Personaggi più importanti:  
  • Adam Trask:    è il protagonista del romanzo. E' un uomo sensibile e spesso è influenzato dalle sue emozioni e dalle sue sensazioni;
  • Cathy Trask: è la moglie del protagonista ed è il personaggio "cattivo" della storia. E' una donna calcolatrice e senza cuore;
  • Caleb Trask (detto Cal): è il figlio del protagonista ed è l'opposto del fratello gemello Aaron. E' un ragazzo pieno di contraddizioni: cerca di fare del bene agli altri ma in realtà causa solo problemi e dolore alla propria famiglia;
  • Aaron Trask: è il fratello di Cal. E' di bell'aspetto e ha un carattere dolce e gentile ma non accetta il mondo circostante se non lo ha creato lui;
  • Li: è il servitore cinese della famiglia Trask. E' un buon uomo e un ottimo consigliere che aiuterà più di una volta lo stesso Adam e i suoi figli in situazioni difficili e complicate;
Linguaggio: l'autore utilizza un linguaggio chiaro e semplice arrichito da intendimenti moralistici attraverso l'intreccio di spunti simbolici e di una fantasia di mito. Ci sono molte descrizioni dove l'autore utilizza termini più specifici e ricercati, soprattutto nelle descrizioni di luoghi e personaggi.
Messaggio: la religione ha un ruolo importante nella vita delle persone perché porta speranza nel cuore disperato e gioia a chi sa ascoltare se stessi e gli altri. Infatti nel romanzo l'ultima parola del protagonista, che sancisce il suo perdono verso il figlio, è "Timshel", una parola ebraica che significa "tu puoi" ovvero "puoi scegliere la tua strada, percorrerla lottando, e vincere".
Giudizio:  questo romanzo è molto interessante perché la narrazione della storia si collega a fatti storici realmente accaduti che si collegano a loro volta a ideologie e miti alimentati dal popolo americano di quell'epoca. Infatti il romanzo è articolato in modo tale che la saga familiare vada a pari passo con l'evoluzione della società americana. La prima parte, però, in cui si descrive gli antenati dei protagonisti, può risultare monotona e deviante verso la vera vicenda che inizia dalla seconda parte del romanzo.

9.2.12

"La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano

Ho letto questo romanzo, incuriosita più per il clamore suscitato dal libro che dalla storia in sé. Ebbene... personalmente l'ho trovato noioso e scontato. La storia narra della vita dei due protagonisti: entrambi con un'infanzia difficile e traumatizzante alle spalle. Questi due personaggi vivono la loro banale vita, scandita da episodi che ricordono i telefilm da nerd "made USA" che vanno tanto di moda oggi, con il peso del loro trauma infantile. Il punto è che non sono traumi da poco, cosucce che  possono capitare a tutti i bambini, ma veri e propri casi da psicologo. Infatti il ragazzo cresce con il rimorso di aver abbandonato la sorella gemella al parco e la ragazza cresce con la gamba storpia causata da un incidente con gli sci. Quello che mi ha stupito, leggendo la storia, è il fatto che l'autore non faccia riferimento a un aiuto concreto dall'esterno come psicologi, associazioni o quant'altro e perfino le famiglie dei protagonisti sembrano vivere in un mondo apatico e irreale. Solo una volta l'autore accenna, in un'unica frase, che il ragazzo era stato costretto ad andare dallo "strizzacervelli" e poi più nulla. I protagonisti, abbandonati a se stessi, cercano così di affrontare la loro vita e il loro trauma alla loro maniera ovvero uno diventa autolesionista e l'altra anoressica. 
Ora, tralasciando il fatto che l'argomento del trauma di per se stesso è trattato nel testo con superficialità, mi chiedo quale morale volesse dare l'autore tramite la sua storia. Infatti, arrivata alla fine, non ho compreso quello che volesse comunicarmi. Voglio dire: se questo testo fosse un semplice romanzo di svago la storia non rientrerebbe in alcun sottogenere sentimentale dato che l'intreccio è lineare e non ci sono colpi di scena eclatanti. Fortunatamente la narrazione è scorrevole e non prolissa quindi di facile lettura ma, a ben vedere, questi aspetti positivi non rendono giustizia ad un testo che sembra, nella struttura narrativa, un semplice susseguirsi di eventi. Il romanzo appare, sotto questo punto di vista, una semplice descrizione della vita dei protagonisti senza approfondimento sul tema portante della storia stessa: il sentirsi diverso. 
Anche il titolo "la solitudine dei numeri primi" non ha di per sé alcun significato in quanto è solo una consuetudine dei matematici l'analisi di questi numeri, però dovrebbe essere letta come una metafora della vita dei due protagonisti. Sbagliato! La metafora non può sussistere perché i due personaggi non sono come i numeri primi in quanto hanno scelto di esserlo e non lo sono a priori. Mi spiego: mentre i numeri primi esistono in quanto tali, i protagonisti non nascono "diversi" ma lo diventano e in modo del tutto cosciente. In definitiva credo che questo romanzo abbia delle premesse interessanti come, appunto, il tema della diversità e del trauma ma, ahimé, tutto rimane in sospeso, senza alcuna soluzione e, forse, è proprio questo il messaggio che voleva comunicare l'autore...(?).