Questo blog è come un diario dove troverai le mie personali recensioni sui romanzi che ho letto e le opinioni sul mondo editoriale. Niente sdolcinature ma solo critiche costruttive, come è giusto che sia ;)

2.5.16

Libri da leggere secondo Hemingway

Da questo articolo interessante la lista di libri da leggere secondo Ernest Hemingway.

Lista aggiornata con le mie recensioni e riflessioni.

  1. The Blue Hotel di Stephen Crane
  2. La scialuppa di Stephen Crane
  3. Madame Bovary di Gustave Flaubert: libro scritto bene ma ho trovato la protagonista odiosa. 
  4. Gente di Dublino di James Joyce: di questa raccolta ricordo il racconto "Eveline"... personaggio combattuto e dubbioso. L'atmosfera della storia è cupa e deprimente.
  5. Il rosso e il nero di Stendhal [recensione]
  6. Schiavo d’amore di William Somerset Maugham
  7. Anna Karenina di Lev Tolstoj: ottimo romanzo con spunti di riflessione interessanti.
  8. Guerra e pace di Lev Tolstoj
  9. I Buddenbrooks di Thomas Mann: di questo autore ho letto il racconto "Morte a Venezia". Semplice e incisivo.  
  10. Hail and Farewell di George Moore
  11. I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij [recensione]
  12. The Oxford Book of English Verse di Arthur Quiller-Couch
  13. La stanza enorme di Edward Estlin Cummings
  14. Cime tempestose di Emily Brönte [recensione]
  15. Far Away and Long Ago di William Henry Hudson
  16. L’americano di Henry James: di questo autore ho letto "Ritratto di signora" che consiglio. 

26.3.16

"Cime Tempestose" di Emily Brontë

Romanzo che narra l'ossessione del protagonista per la donna amata che, ovviamente, sceglie un altro per poi pentirsene. 
La storia, scritta così in una frase, sarebbe ben poca cosa e, infatti, la vicenda del protagonista è, seppur il fulcro del libro, uno degli aspetti di questo romanzo.
Quello che ho trovato interessante è il punto di vista del narratore che si divide in due: la domestica che narra la vicenda di Heathcliff e della sua amata, e l'affittuario che vive nella tenuta del protagonista.
Inoltre, tra le pagine del libro, vengono descritte le vite e i fatti di persone legate al protagonista con la conseguente morte di parecchi personaggi secondari (e principali) e la nascita, senza spiegazioni, di due personaggi che poi diventano il perno della storia fino alla sua conclusione. 
Questo libro è stato definito gotico e addirittura precursore del fantasy. In verità, a parte la scena del fantasma (che l'autrice poteva benissimo tralasciare), non trovo indizi del mondo gotico ma forse perché ho avuto il piacere di visitare l'Inghilterra e l'Irlanda quindi le lande impervie, le rupi e quei paesaggi selvaggi descritti nel libro mi hanno fatto ricordare dei bellissimi paesaggi che meritano di essere visitati. 


28.1.16

La Letteratura relegata in un angolo


Entrando in una libreria ci si aspetta di trovare libri di ogni genere e argomento ma i Classici... quelli sono relegati in uno scaffale. Questo grande dispendio di energia per enfatizzare e reclamare le "novità" dei nuovi scrittori di successo mi sembra davvero esagerato. 
Notare poi che i Classici hanno un peso sempre minore all'interno del mercato editoriale rende l'idea di un mondo culturale ormai davvero insipido. A leggere poi le solite statistiche in cui "in Italia si legge sempre meno" e bla bla bla, ti passa anche la voglia di commentare i nuovi best-seller: tanto a che serve? Chi legge ormai? Uno su dieci? Mah! 
Francamente questa sfilza di dati, che escono ogni inizio anno, lasciano il tempo che trova. Quello che rimane è la consapevolezza che oltre a Jane Austen, Tolstoj e pochi altri famosi di un tempo ormai non c'è molta Cultura. 
La fine della Letteratura con la L maiuscola? Forse, o forse chissà, magari tra cinquant'anni ci ricorderemo i grandi best-seller di oggi. Un'utopia vista la quantità di nuove uscite che trasbordano da ogni scaffale ogni mese. Ma tant'è, l'editoria deve pur campare no?!

14.6.15

Illustrazioni

A differenza dell'ebook, all'interno del mio romanzo Shien in brossura (ovvero in cartaceo) sono presenti alcune illustrazioni in bianco e nero fatte da me.

Qui se ne possono vedere alcune a colori.

28.3.15

"Il rosso e il nero" di Stendhal

Questo libro si presta a molte riflessioni in quanto è un romanzo psicologico. L'autore analizza a fondo l'animo del protagonista e le sue vicende ponendosi in un'ottica distaccata, senza apparentemente giudicare le azioni dei personaggi; dando una visione quanto più oggettiva possibile. 
Il protagonista, Julien Sorel, è un giovane ambizioso che cerca di farsi strada nell'ambiente borghese francese del 1826, a lui precluso a causa del suo status inferiore di figlio del proprietario della segheria del villaggio.
L'ambizione di potere e il disprezzo per la società sono il filo conduttore di tutta la storia infatti il giovane, animato da questi due sentimenti contrastanti, cercherà di ottenere ciò che vuole: ovvero una posizione sociale migliore. 
Il rosso e il nero del titolo sono quindi due simboli che, a mio dire, ricalcano le due anime del protagonista e non la società che viene descritta nel libro. Il rosso infatti può significare la passione e l'arrivismo del giovane e il nero il disprezzo e l'odio che prova per la società e la sua condizione di "inferiore". Il finale tragico, ispirato a un fatto realmente accaduto, è la conseguenza fatale di una vita vissuta in perenne conflitto interiore. 
L'analisi introspettiva dell'autore è dunque il pregio maggiore che ho riscontrato in questo libro che avviene non tramite spiegazioni filosofiche/religiose, descrizioni prolisse e giudizi soggettivi dello scrittore, ma attraverso la semplice narrazione dei fatti.


10.12.14

"Stormbird" di Conn Iggulden

Romanzo storico ambientato nel '400 in Inghilterra e Francia, che racconta le vicende, gli intrighi e le lotte che hanno caratterizzato la Guerra delle Rose ovvero la guerra tra la famiglia dei Lancaster e quella di York. 
Libro che dovrebbe essere interessante ma che invece non sono riuscita a terminare.
Elenco in breve dei motivi che mi hanno portato a questa scelta:
- troppi personaggi: più di quattro paginette con l'elenco di tutti i personaggi del romanzo a inizio libro (ed è solo il primo della trilogia, figurarsi gli altri due libri) dà l'idea di quanto è intricata la trama. I personaggi infatti spuntano come funghi all'interno della narrazione ed è compito del lettore informarsi, grazie all'elenco citato sopra, sull'identità del tizio di cui sta leggendo le imprese;
- trama strutturata malissimo: tanti, troppi personaggi devono fare qualcosa ed è così che si creano trame e sotto-trame a non finire. Questo romanzo infatti è un collage mal riuscito di vicende diverse: la principessa francese che sposa il re inglese, l'intrigo tra consiglieri inglesi, le rivolte dei francesi, altri intrighi che non ho capito il filo logico e via discorrendo. Oltretutto capirei anche la complessità di un testo come questo ma solo se ogni capitolo fosse dedicato a una mini-storia ma non è così; ogni capitolo è suddiviso in brani che corrispondono alle diverse scene di diverse storie. Esempio: la principessa francese si sposa col re inglese, -fine brano-, un contadino francese uccide dei nobili inglesi, -fine brano-, il consigliere del re inglese parlotta di guerra con il suo amico che è una spia degli inglesi, -fine brano-, un nobile inglese dà la caccia alla spia del re, e così via fino alla fine del capitolo. 
Ho quindi tentato di seguire un'unica sotto-trama, quella che riguarda la principessa francese, ma mi sono persa in questo guazzabuglio di storie. 
- delusione sulla storia della principessa francese: come ho scritto sopra ho tentato di seguire questa sotto-trama che prometteva bene data la frequenza di "brani" ad essa dedicata ma, proseguendo con la lettura, la figura della principessa/regina è sempre più secondaria fino a quasi scomparire dal testo. Ecco se devo essere sincera avrei anche finito il libro, saltando pagine ovviamente, solo per sapere gli sviluppi di questa mini-storia e invece niente. 
Un libro davvero deludente!



19.11.14

"Ivanhoe" di Walter Scott

Romanzo storico ambientato in Inghilterra nel fascinoso medioevo di Robin Hood e di Re Riccardo Cuor di Leone. 
Con questo libro ci si immerge infatti nel passato dei cavalieri con assalti di fortezze, giochi d'armi e salvataggio di belle donzelle.
La figura del cavaliere Ivanhoe, il protagonista, è però messo in seconda luce dalle vicende che incrociano i destini di molti altri personaggi tra cui spicca il templare corrotto e la figura della bella e sfortunata ebrea. 
Il templare, nonostante sia il personaggio più controverso del romanzo essendo uno dei cattivi del libro, mi è risultato simpatico a discapito del protagonista che ho trovato parecchio noioso. Alla fine ho sperato in un lieto fine tra lui e l'ebrea ma, essendo il cattivo, finisce in tragedia. 
L'ebrea è l'altra figura di questo libro che ho trovato interessante: è decisa, orgogliosa e generosa; in contrasto con l'altra protagonista del libro: la promessa sposa di Ivanhoe che è il ritratto della fanciulla timida e indifesa tanto enfatizzata nei poemi cavallereschi a cui l'autore si ispira.
Il finale con il solito lieto fine del "vissero felici e contenti" mi ha un po' deluso (vedi sopra) ma comunque è un libro godibile e ben scritto.
L'unica pecca che mi ha fatto sorridere sono le note di testo in cui si rimarca il fatto che W. Scott sbaglia i riferimenti storici, le date e perfino i luoghi in cui sono avvenuti eventi importanti per inquadrare il contesto storico del romanzo. Della serie: tutti possono sbagliare, anche i migliori.