Romanzo breve che narra delle vicissitudini di una famiglia irlandese moderna. La scoperta della malattia del fratello stravolge la vita tranquilla della sorella che, lasciando in vacanza marito e figli, si trasferisce con lui nella vecchia casa della nonna. Qui le relazioni complesse tra le donne di casa (figlia, madre e nonna) tornano a galla intrecciandosi al dolore del malato. Un romanzo sospeso nel tempo e nei luoghi dato che l'Irlanda (che ho visitato) è solo uno sfondo sbiadito e, anzi, la scogliera che sta franando e il faro, del titolo, in disuso mi hanno dato l'impressione di essere solo una metafora della caducità della vita e del trascorrere del tempo che modifica ogni cosa.
All'inizio della lettura il testo mi è sembrato superficiale rendendo diversi concetti come l'omosessualità, l'AIDS e il rapporto conflittuale madre/figlia solo dei cliché ma, andando avanti con la narrazione, l'autore ha approfondito le relazioni familiari e, se devo essere sincera, alla fine mi sono perfino commossa. Da leggere.

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